Bouquet d’erbe e vento:

Il Castelmagno d'Alpeggio D.O.P.

In dote una miscela di oltre quattrocento erbe diverse che si trovano in quei pascoli, dove il vento marino si insinua e si mescola alle folate d’alta quota. Un patrimonio della natura per dare note speciali a questo particolare formaggio, nato per necessità, prodotto con intelligenti procedure, pensate da chi in alta quota restava isolato dal mondo per lunghi mesi insieme alle vacche da mungere due volte al giorno. Diventato subito nobile e quotato come moneta di scambio. Già sul finire del 1200 il Castelmagno era infatti a registro in transazioni, voluto da nobili e feudatari, gustato o ceduto come omaggio prezioso.

Ha una grana friabile di un bel colore bianco perlaceo tendente all’ocra, un profumo che rimanda ai fiori, una densità importante, un gusto persistente e variabile a seconda della stagionatura e di ogni singola forma, un sapore che parla e resta nella memoria di chi lo ha assaggiato almeno una volta.
È un formaggio particolare, normato da disciplinare D.O.P., in due varianti: “della montagna” più diffusa, e “di alpeggio” assai più rara e fiore all’occhiello della produzione firmata Des Martin.

Il Castelmagno D.O.P. può essere prodotto, stagionato, confezionato solo nei comuni e relative frazioni di Castelmagno, Monterosso Grana e Pradleves in provincia di Cuneo (Italia) con latte crudo prodotto, munto e trasformato esclusivamente sul territorio.
La variante più pregiata “di alpeggio” con etichetta verde muschio si può realizzare solo al di sopra dei 1000 m tra maggio e ottobre: il Castelmagno Des Martin ha solo etichetta verde.